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12 Jul, 2005 @ 16:18 Soldi ai partiti (Politica)

CENTO miliardi di vecchie lire. Va bene, divisi fra Silvio Berlusconi, Gianfranco Fini, Piero Fassino, Fausto Bertinotti & c. Ma sono tantissimi, se si pensa che a quasi 53 milioni di euro ammonta la «cresta» che i partiti politici hanno fatto sui rimborsi elettorali previsti da una generosa legge. Perché a casa mia o in qualsiasi posto di lavoro, quando si chiede un rimborso, si preparano le ricevute delle spese, e si riceve al centesimo la cifra lì indicata. Ai partiti no. Spendono 100 e si vedono rimborsare 140. Un datore di lavoro così generoso è difficile da trovare. Infatti non c’è. I partiti chiedono il rimborso, i partiti decidono quanto rimborsarsi. Tutti d’accordo, da Alleanza Nazionale a Rifondazione comunista. Tanto i soldi non sono loro. Sono nostri. Democraticamente anni fa ci chiesero pure con un referendum: «Volete dare i vostri soldi ai partiti per consentire loro di esistere, di fare tanti comizi, spot in tv, grandi manifestazioni?». Gli italiani risposero con una pernacchia plebiscitaria: «No». I segretari dei partiti precipitarono nel dramma: «Come facciamo? Come pagare centinaia di funzionari, sedi in ogni città, giornali, radio, tv, manifesti?». La risposta sarebbe stata semplice: chiedendo ai propri simpatizzanti di mettere mano al portafoglio. In America si fa così. Ma in Italia quando si fa quella richiesta tutti fuggono. Una mano alla luce del sole non la danno. Si vergognano dei loro partiti e di gran parte della classe dirigente. Così, vietato dal referendum il finanziamento pubblico alla politica, si sono inventati la «legge sul rimborso elettorale». Principio anche giusto, che mette tutti sullo stesso piano: per fare una campagna elettorale non devi essere Paperone. Lo Stato ti rimborsa le spese. Documentate e perfino a forfait, entro certi limiti. Ma anche questa legge è stata aggirata. Ci hanno fatto la cresta sopra. E perché mai noi italiani, che nell’oro non stiamo nuotando, dovremmo consentire a loro di diventare ricchi senza sforzo? Ecco una bella domanda da referendum. E a questo, sicuri, andremo in tanti a votare. (Il Tempo) Nota: Se volete sapere quante volte ci hanno chiesto se volevamo dargli o no questi soldi, andatelo a vedere sull'elenco delle consultazioni referendarie di Wikipedia

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